L'Archivio fotografico della Romagna di Pietro Zangheri
Lo storico archivio fotografico del grande naturalista forlivese è diventato patrimonio pubblico della Provincia di Forlì-Cesena, dato in gestione al Parco Nazionale. Sergio, il figlio, e Fiorella, la nipote, eredi del grande naturalista forlivese, hanno donato alla Provincia i fondi fotografici realizzati da Pietro Zangheri. I fondi fotografici sono costituiti da quasi 2000 lastre fotografiche per un totale di 1500 immagini circa, molte delle quali stereoscopiche, che raccontano la straordinaria Romagna dagli anni ‘20 agli anni ‘40.
L'archivio nel suo complesso rappresenta un'importante strumento per l' analisi dell'evoluzione storico-naturalistica del territorio romagnolo e va a costituire un patrimonio iconografico che ci consente di ricavare testimonianze su elementi paesaggistici, eventi naturali ed aspetti storico-culturali della Romagna di inizio secolo.
La Provincia di Forlì-Cesena, sia per accogliere le indicazioni fornite da Sergio e Fiorella Zangheri, sia per le proficue collaborazioni fin qui effettuate, ha depositato l’archivio fotografico nella sede di Santa Sofia del Parco Nazionale, dove già è custodito il grande plastico della Romagna realizzato dallo stesso Pietro Zangheri e in cui sarà possibile operare una corretta conservazione delle lastre. Le fotografie sono state quindi digitalizzate con lo scopo di rendere possibile la consultazione dell'archivio nel suo complesso.
Pietro e Vilfredo Zangheri fotografi
Le prime fotografie realizzate da Zangheri nel corso delle sue esplorazioni del territorio romagnolo risalgono ai primi anni Venti. Fino ai primi anni Trenta realizza circa 300 lastre fotografiche in vetro. Le lastre, in buono stato di conservazione, costituiscono una documentazione essenziale degli ambienti naturali della regione Romagna nella prima metà del secolo.
Zangheri si dedicherà in seguito alla fotografia stereoscopica, alla ricerca di una riproduzione il più fedele possibile dell'ambiente naturale. Grazie ad un particolare tipo di macchina fotografica, per ogni oggetto veniva prodotta una coppia di fotogrammi positivi che, se osservati con un apposito strumento (lo stereoscopio), riproducevano l'immagine tridimensionale. Tra gli anni Trenta e Quaranta Zangheri realizza più di mille scatti stereoscopici e ne pubblica alcuni all'interno dei volumi della Romagna Fitogeografica: le stampe a due colori sfalsati dovevano essere osservati con appositi occhiali colorati allegati alle pubblicazioni. Il sistema, troppo complesso, viene però abbandonato prima della Seconda Guerra Mondiale. Nel frattempo anche il figlio maggiore Vilfredo si appassiona di fotografia e comincia a collaborare con il padre, creando tra gli anni Quaranta e Sessanta, un proprio archivio.
In questa pagina, è possibile avere una anteprima dell'archivio fotografico di Pietro Zangheri, che nel 2009 è stato donato dagli eredi alla Provincia di Forlì-Cesena ed è custodito a Santa Sofia presso la sede della Comunità del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi. Le modalità di consultazione sono semplici:
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Selezionare prima il "CRITERIO" di ricerca;
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Successivamente il "FILTRO"
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Come terza e ultima fase selezionare il codice della fotografia di vostro interesse.
In basso compariranno delle didascalie fedelmente ricavare dall'archivio Zangheri per l'immagine selezionata.